 Militante
 Group: AmministratoriPosts: 1815 Status:  | |
| Crisi economica - L'azienda ha presentato una nuova richiesta, a partire dal 30 novembre. Prosegue la trattativa, piuttosto difficile, con i sindacati. La Fiom: 23.608 lavoratori tra cassa e mobilità. Tenaris Dalmine: in "cassa" 2070 lavoratori fino al 17 gennaio
Tenaris Dalmine ha presentato una nuova richiesta di cassa integrazione ordinaria per 2070 lavoratori, 1370 operai e 700 tra quadri e impiegati. La richiesta, del 4 novembre scorso, riguarda il periodo dal 30 novembre al 17 gennaio, quindi sette settimane. Analoga richiesta riguarda anche lo stabilimento di Costa Volpino, a partire dal 23 novembre fino al 17 gennaio, per otto settimane. E’ probabile che nello stesso periodo di chiusura della cassa appena richiesta si arrivi anche alla definizione di un accordo tra Tenaris e sindacati sul Piano industriale, che prevede 1024 esuberi. Ma la trattativa è in corso e risulta piuttosto difficile. La nuova richiesta di Tenaris Dalmine, confermata dall’azienda, è stata resa nota dal segretario generale della Fiom Bergamo Mirco Rota, durante la conferenza stampa del 5 novembre sulla presentazione dei dati relativi alla cassa integrazione nel settore metalmeccanico. I lavoratori bergamaschi interessati da cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga, e da procedure di mobilità, sono 23.608. “Rispetto a settembre c’è un peggioramento di 1300 lavoratori - ha specificato Rota –. Specifico inoltre che consideriamo anche i dati di quelle aziende che hanno solo richiesto la cassa integrazione, senza che sia già stata concessa. Rispetto a settembre c’è un peggioramento di 1300 lavoratori”. “Il problema vero della provincia di Bergamo – secondo il segretario Fiom – resta la quasi totale assenza dei contratti di solidarietà. Ce n’è uno alla Body Cote di Madone e si è aggiunta una richiesta della cooperativa Elvas di Colere, ma si tratta di situazioni isolate. In provincia di Brescia, nel solo settore metalmeccanico, sono già stati raggiunti i 20 contratti. Il contratto di solidarietà, dal nostro punto di vista, consentirebbe una maggior flessibilità, garantendo anche al lavoratori di introitare più di quanto prende con la cassa integrazione, alla quale è stato imposto un tetto di 800 euro. Altro problema è dovuto al fatto che diverse procedure di cassa integrazione sono ormai al periodo conclusivo. Le prospettive di quel che accadrà poi non sono certo rosee".
|